Think Greener è lo spazio web che il Gruppo Mangini mette a disposizione per integrare le proprie
attività con la tutela dell’ambiente e con un impegno sociale ed etico nei confronti della comunità

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eventi e novità

 

Un consumo critico che si ispira ai principi di equità, solidarietà e salvaguardia dell’ambiente negli acquisti ha portato, negli anni, alla nascita spontanea dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che coinvolgono, soprattutto, i prodotti alimentari e di largo consumo. Spesso i gruppi sono costituiti da famiglie residenti nello stesso quartiere che si organizzano insieme per effettuare una spesa collettiva entrando direttamente in contatto con i piccoli produttori della zona. La scelta dei produttori avviene seguendo specifici criteri: qualità del prodotto, dignità del lavoro, rispetto dell’ambiente (colture biologiche, vuoti e imballaggi a rendere, uso di materie prime locali).

Inoltre, altri aspetti fondamentali che coinvolgono gli aderenti al GAS sono le relazioni sociali, l’attaccamento alle tradizioni agricole e gastronomiche e la condivisione. Relativamente a quest’ultimo aspetto, le occasioni di incontro non sono finalizzate alla mera vendita e acquisto dei prodotti, ma rappresentano anche un momento di scambio di informazioni e conoscenze. Nella pratica, dopo aver raccolto informazioni sui produttori, i componenti dei GAS preparano una lista di beni per gli acquisti collettivi; ogni singola famiglia redige la propria lista della spesa che costiuisce, insieme alle altre, l’ordine da trasmettere ai diversi produttori; infine la spesa viene suddivisa tra le famiglie e ciascuna paga la sua parte. Con questa tipologia di acquisto non soltanto il consumatore risparmia perché si eliminano i passaggi di intermediazione rivolgendosi direttamente al produttore, ma si acquistano anche prodotti sani e di qualità sostenendo i piccoli produttori locali. Guardando alla realtà pugliese, poco meno di un mese fa, è stato presentato il GAE (Gruppo di Acquisto Ecologico) – “Murgia dei Trulli” nel corso di un incontro a cui hanno partecipato un gran numero di produttori locali e già alcuni gruppi organizzati di utenti come l’azienda Mangini s.p.a. che sta valutando l’ipotesi di diventare partner del progetto.

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Il GAE ruoterà attorno al sito www.gaemurgiadeitrulli.it dove i potenziali acquirenti potranno visualizzare e scegliere i prodotti proposti dai produttori locali registrati al sito. Una volta iscritti, gli utenti potranno, quindi, selezionare i prodotti da acquistare indicandone la quantità per poi ritirare e pagare la “spesa” nei luoghi prestabiliti dove sosterà il furgone del GAE nei giorni di mercato settimanale nei 5 comuni coinvolti nel progetto: Putignano, Castellana Grotte, Noci, Alberobello e Locorotondo. Il progetto GAE – Murgia dei Trulli si colloca in un quadro più ampio di attività portate avanti da decenni dal circolo Legambiente “Verde Città” di Putignano relativamente alla promozione delle produzioni biologiche e a km 0 e alla tutela dell’agricoltura di qualità.

 

Il co-housing, un nuovo modo di abitare in una comunità residenziale condividendo spazi e servizi. In tutto il mondo sono più di mille gli insediamenti di co-housing dove famiglie e single, in una stessa area residenziale, vivono una vita meno costosa condividendo l’asilo nido per bambini, la palestra, l’orto, un’area living condominiale, la portineria, il car sharing e molto altro. In altre parole, l’autonomia della casa privata si combina perfettamente con i vantaggi sia sociali sia ambientali, legati alla condivisione di spazi, risorse e servizi. Grazie al co-housing, infatti, il singolo ritrova quella dimensione di socialità e aiuto reciproco, nonché la riduzione dei costi di gestione della vita quotidiana, non rinunciando, però, alla propria privacy e autonomia. I primi casi di co-housing nascono negli anni ’60 nella penisola Scandinava ed è un modo di abitare attualmente molto diffuso in Danimarca, Svezia, Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone. Al principio nascevano come insediamenti di circa 30-40 unità abitative per famiglie e single che decidevano di vivere insieme in un “villaggio” dove coesistevano spazi privati e spazi comuni; adesso, invece, la soluzione del co-housing viene adottata anche da persone, tra loro sconosciute, che progettano la loro comunità scegliendo cosa e come condividere. Sebbene ogni progetto di co-housing abbia delle proprie caratteristiche, vi sono alcuni tratti che accomunano ogni progetto, tra i quali:

1. PROGETTAZIONE PARTECIPATA Tutti i futuri abitanti scelgono i servizi da condividere e come gestirli partecipando attivamente alla progettazione della comunità residenziale che abiteranno.

2. COMUNITÀ NON IDEOLOGICHE Le comunità di co-housing non hanno alla base principi ideologici, religiosi o sociali e non impongono vincoli all’uscita.

3. AMMINISTRAZIONE LOCALE NON GERARCHICA Gli abitanti amministrano gli spazi condivisi della comunità residenziale senza esercitare alcuna autorità sugli altri membri, ma prendendo decisioni sulla base di un consenso comune.

4. PRIVACY L’autonomia e la privacy dell’abitazione individuale si combinano perfettamente con i benefici legati alla condivisione di spazi comuni.

5. BENEFICI ECONOMICI Attraverso la condivisione, il co-housing consente di accedere a servizi che avrebbero costi economici troppo elevati per il singolo individuo. Inoltre, si riduce il ricorso a servizi esterni e diminuisce il costo dei beni acquistati collettivamente. Negli ultimi tempi anche in Italia sta prendendo piede il co-housing, soprattutto nel nord della penisola. Alla luce dei vantaggi sociali e ambientali che questa soluzione abitativa porta con sé, il nostro augurio è che si diffonda sempre più su tutto il territorio nazionale!

Abbiamo contattato Luca Conti per chiedergli come vede il rapporto tra comunicazione, tecnologia e sostenibilità all’interno di un’impresa. Luca Conti è un blogger e giornalista italiano che da anni si occupa di web 2.0, tecnologia ed Internet. Autore di Pandemìa.info, uno dei blog più conosciuti in Italia che si occupa di ambiente, rete, media e tecnologia.

1. Ciao Luca, la Mangini SpA con il marchio Think Greener ha voluto prendere un impegno pubblicamente, ovvero assumere comportamenti responsabili per minimizzare l’impatto ambientale dell’azienda e per operare sempre nel pieno rispetto dell’ambiente e delle persone che lo abitano. Questa scelta viene supportata da questo blog e dalla presenza dedicata sui social media. La scelta della sostenibilità, secondo te, richiede nuovi stili nella comunicazione e quali?

Più che un nuovo stile credo la sostenibilità debba diventare centrale in tutte le scelte di una azienda, inclusa la comunicazione. Se non è centrale nell’azienda, la comunicazione può cercare di vendere un po’ di fumo, ma ha poco effetto. Deve trasparire sostenibilità in ogni scelta, dal digitale al posto della carta, dall’energia alternativa alla riduzione dell’impatto.

2. Quale rapporto c’è secondo te trasostenibilità e nuove tecnologie digitali?

Il digitale, se usato bene, riduce l’impatto sull’ambiente rispetto all’alternativa analogica. Pensiamo solo a far girare documenti via internet in alternativa alla stampa e alla spedizione fisica. Le nuove tecnologie possono quindi aiutarci a ridurre l’impatto delle nostre abitudini, ma da sole non possono salvarci. Serve una riduzione dei consumi,

oltre che degli impatti.

3. Dialogo, confronto, trasparenza. Per un’azienda quanto sono importanti oggi?

Direi siano la base di partenza per restare competitivi. Non esserlo significa perdere colpi e rischiare l’estinzione o l’irrilevanza in pochi anni, se non in pochi mesi per alcuni business.

4. Può secondo te la Rete aiutare in qualche modo l’ambiente? E in che modo?

Vale lo stesso discorso del digitale e della tecnologia. Se usata bene, la rete aiuta a lavorare in remoto, scambiare documenti in maniera collaborativa, ridurre gli spostamenti inutili, migliorare sotto il piano dell’efficienza, del risparmio di energia, del risparmio di tempo e di risorse. Pensiamo a Skype, alla videoconferenza, ai sistemi di cloud computing, ai social network.

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