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9 months ago
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Auto elettriche e sostenibilità

maxresPer la prima volta dall'inizio del terzo millennio il mondo dei trasporti sta volgendo a nuove e più sostenibili frontiere.
La timida inversione di una tendenza che ha regnato nello scorso secolo - il monopolio dell'alimentazione a combustibili fossili - segna oggi l'ascesa delle auto elettriche come alternativa che aspira a conquistare un ruolo centrale nel settore. D'altra parte tutto lascia presagire che nei prossimi decenni, complici l'esauribilità dei giacimenti fossili e l'attenzione sempre maggiore al tema della difesa dell'ambiente, il futuro sarà “verde”. Il rapporto sulle prospettive dei trasporti, dal nomeFreedom to Breathe: Rethinking Urban Transport”, pubblicato all'inizio del 2018 da Greenpeace, illustra eloquentemente la situazione: ad oggi in Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania esistono 5 veicoli ogni 10 persone, e nel 2016 sono state immesse in circolo 72 milioni di nuove auto, delle quali buona parte resta ferma per il 95% del tempo. Quindi risulta evidente che il nodo principale non sia solo la dispersione nell'ambiente di sostanze inquinanti, ma anche la sostenibilità della produzione delle auto, che comporta un sovra-utilizzo di materiali quali acciaio, alluminio, vetro, gomma e altre materie prime. A questo punto Greenpeace suggerisce qualcosa che il nostro buonsenso ha già intuito: non si tratta (solo) di abbandonare le auto a combustione in favore di un nuovo tipo, ma di ridurne il numero totale. In tante città europee come Copenaghen (dove il 62% di spostamenti avviene in bici), Lione (nella quale c'è stata una riduzione del 20% delle auto che entrano in città), Londra (che ha visto le macchine in movimento ogni giorno diminuire di un quarto rispetto al 1990), il trasporto pubblico costituisce una valida ed altamente considerata alternativa. In quest'ottica lo sforzo deve essere quello di creare sempre più infrastrutture che incoraggino l'utilizzo di mezzi come le biciclette, gli scooter elettrici e le cargo bikes. Insieme ad una netta virata delle nostre abitudini, gli esperti del settore prevedono una costante diminuzione del prezzo delle auto elettriche nei prossimi 10 anni.

copenhagen elevated bike lane

In questo solco si inserisce il programma presentato il 9 novembre dello scorso anno dal direttore generale e amministratore delegato di Enel Francesco Starace e dal direttore della visione globale e-Solutions Francesco Venturini. Si tratta del “Piano nazionale per l'installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici”, che prevede una copertura capillare sul territorio nazionale delle così dette colonnine di ricarica, da installare fra il 2020 e il 2022. L'intenzione di questo progetto è garantire un servizio di ampia diffusione e placare, fra le altre cose, la “range anxiety”, l'ansia di rimanere a terra, che oggi sperimentano sovente coloro i quali guidano auto elettriche. Ma il progetto ha un obiettivo e una visione molto più lungimiranti e a lungo termine: fornendo l'80% delle colonnine alle zone cittadine, il 21% alle aree metropolitane, il 57% alle altre città e il restante 20% per la copertura di spostamenti di lunghezza maggiore (per un totale di investimento fra i 100 e i 300 milioni di euro), Enel va incontro ad una tendenza auspicata - quella del passaggio alle auto elettriche, ne supporta la diffusione e intravede una buona opportunità di business.Passando dal generale al particolare: la concentrazione di colonnine per la ricarica di auto elettriche nel barese è discreta all'interno e nelle immediate vicinanze del capoluogo di regione; c'è poi qualche sporadica presenza a nord di Bari (Molfetta e Bitonto) e, ancora, due colonnine a sud, a Polignano e Monopoli. L'auspicio è che l'intera zona si “popoli” di questi punti di ricarica, in armonia con una sempre crescente mentalità “verde”.

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