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7 years ago
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D*Haus. La casa sostenibile che si adatta al clima e alle stagioni.

Ricordate gli origami, l’antica arte giapponese di ripiegare la carta dando vita a molteplici forme? Due architetti inglesi, David Ben Grünberg e Daniel Woolfson, ispirandosi a questo modello hanno progettato la D*Haus, un’abitazione davvero insolita ed originale, che coniuga estetica e matematica, arte e scienza. All’inizio del 1900 il matematico Henry Dudeney elaborò il concetto del ‘Haberdasher’s Puzzle‘, dimostrando come un quadrato si scompone in sezioni che possono ricombinarsi in un triangolo equilatero. I due architetti inglesi hanno applicato questo principio all’architettura, creando quattro moduli di costruzione separati, che in pianta formano un quadrato, in grado di muoversi su dei binari, e possano essere aperti durante la bella stagione e restare chiusi quando il clima diventa più rigido. L’edificio, che si compone di due camere da letto, soggiorno e bagno, assume otto diverse configurazioni in base alle stagioni, ma anche alla singola giornata, seguendo l’orientamento del sole, dall’alba al tramonto. La sua flessibilità permette, di conseguenza, l’adeguamento alle più disparate condizioni climatiche, grazie a veri e propri movimenti che si verificano all’interno. Le spesse e pesanti pareti esterne possono ripiegarsi in pareti interne, che a loro volta consentono ai vetri interni di diventare facciate, le porte diventano finestre e viceversa.

Accade così, ad esempio, che, nella pianta estiva, la camera da letto si affacci est e guardi il sorgere del sole, ma si può anche ruotare la casa in modo che l’utente sia costantemente esposto alla luce solare. In questo modo D*Haus è in grado di garantire il benessere dei suoi abitanti e un utilizzo ottimale delle condizioni climatiche stagionali, con un conseguente risparmio energetico, assicurato, tra l’altro, dalla presenza di pannelli fotovoltaici. D*Haus è la dimostrazione pratica di come la scienza possa e debba essere applicata agli spazi del vivere per creare immobili sempre più efficienti e in grado di adattarsi ai mutamenti dell’ambiente e delle necessità dei proprietari. Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, come sia possibile garantire tanta flessibilità senza compromettere la stabilità della stessa abitazione. Quello che conta è mantenere l’integrità strutturale durante il movimento. Il “trucco” risiede proprio nella geometria dell’edificio, che utilizza semplici principi statici per ridurre al minimo le forze sulle cerniere e sui binari di supporto e per garantire che tutti gli elementi abbiano una rigidità sufficiente ad evitare deformazioni quando la struttura è in movimento.

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